martedì 4 aprile 2017

Cattive abitudini...poi passano (o no?)


Si diventa mamma, presto o più tardi, la vita cambia, si fanno i conti con un esserino "nuovo"...che, quando arriva, non ha con sè il manuale d'istruzioni, però. E allora si va un pò a caso, magari ben consapevoli che, no, non si dovrebbe fare proprio così, ma - diavolo - funziona e almeno svolto l'angolo e sopravvivo al momento critico. Trucchi per farlo addormentare, stratagemmi per la pappa e via dicendo. C'è il momento in cui si è troppo stanche e la partita si gioca su una tecnica decisamente scorretta o poco raccomandabile, con il rischio di introdurre una cattiva abitiudine o un vizio, come il mondo intero direbbe. Però al momento non si ha la forza di resistere. Ed ecco la scorciatoia.

Lo fai addormentare in braccio e la pagherai cara, mi dicevano. E invece no, ora dorme da solo nel lettino, in pugno il suo inseparabile orsetto. Guardando indietro mi accorgo che tante abitudini sono scomparse, naturalmente. Come il ciuccio, mollato dall'oggi al domani senza neppure una lacrima o un passo indietro. Come il fare pipì: tutti suggerivano di passare dal pannolino al vasino ma io ho tentato subito la strada del riduttore e il piccolo di casa ha subito preso la (buona) abitudine. Come dire che le cose possono anche funzionare al contrario, portandoti a dribblare comportamenti considerati di transizione e approdando direttamente a quello che dovrebbe essere il finale (ci si siede sul water, no?). Certo, qualcosa di non troppo edificante è rimasto. Tipo? La passione smodata e quasi la dipendenza per cartoni (Cartoonito regna sovrano, in casa), le sigle di Robocar o di Pj Mask o di Superwings cantate a ripetizione, altro che news, sappiamo tutto di Blaze e delle supermacchine, Heidi no, non piace granchè...Ma non mi amareggio più di tanto. Passerà e si ridimensionerà: come il ciuccio, come la nanna-spacca-schiena...

Tutto ciò per riflettere su un dato di fatto: non bisogna essere troppo rigide e troppo manichee. Ho letto di mamme piangenti per il fatto di aver compiuto lo "strappo" e aver messo a dormire il bimbo nella propria cameretta, non più nella stanza di mamma e papà...E sono perplessa: perchè soffrire, in base a quale legge non scritta decidere un passo del genere se non se ne ha voglia? Rimandare avrebbe nuociuto così tanto al pargolo? Le regole ci vogliono, per tutti ma - andiamo! - non rendiamoci l'esistenza più dura di quanto non sia creandoci noi stesse dictat e imposizioni varie. Tanto le cose cambiano, prima o poi e quello che oggi ci preoccupa o ci sembra una sciocchezza, domani sarà solo un ricordo. magari un bel ricordo. Che ne pensate?