giovedì 13 aprile 2017

Sono arrivato in ritardo perchè...


Siamo sempre di corsa. Ogni mattina il copione si ripete. Ci alziamo presto, oltre due ore in anticipo rispetto all'orario di entrata a scuola, ma puntualmente arriviamo quando il cancello è chiuso o, raramente, sul filo dei secondi ci infiliamo alla chetichella nell'ingresso e scivoliamo dentro. Come mai? Io sono pronta in pochi minuti...chi ci impiega un'eternità è lui, il piccolo di casa. Non spreca tanto tempo per lavarsi e vestirsi, no...Il tempo passa per la colazione, ogni mattina diversa dalla precedente, mai a base di dolci, per carità. Una volta sbocconcella pane e formaggio, un'altra rosicchia pezzetti di mela, un'altra mangia pomodoro, olio e origano. 
Ormai sono abituata. Un pò di mal di stomaco da ansia mi viene sempre, non lo nego. Ma cerco di stressarmi meno possibile...Una mamma-amica mi ha segnalato un titolo, per prenderla con filosofia e sdrammatizzare. E io non mi sono fatta sfuggire l'occasione di prenderlo, per sottolineare il "problema" al ritardatario che - peraltro - ha l'ardire di chiedere a me di scusarmi con il personale scolastico, capito il tipetto? 


Ma torniamo al libro. Si tratta di "Sono arrivato in ritardo perché", di Davide Calì e Benjamin Chaud, editore Rizzoli.  I due autori riescono a inventarsi delle scuse a dir poco… allucinanti per giustificare un ritardo! O, meglio, è il bambino protagonista della storia a inanellare una serie di ragioni rocambolesche per spiegare (l’ennesimo) ritardo a scuola. 

Innanzitutto, le formiche giganti hanno mangiato la sua colazione. Poi si sono susseguiti una serie di incredibili contrattempi: una gang di malvagi ninja, un enorme gorilla, misteriosi uomini talpa, un elefante, un topo e un blob spaventoso. La maestra non gli crede e dirà anche il perché...Se volete saperlo non vi resta che leggere il libro! 
Con questo post partecipo all'appuntamento con il Venerdì del Libro di Paola.