sabato 25 febbraio 2017

Dormire dolce dormire, al calduccio nello Sleepi

Sono quelle verità che si realizzano all’improvviso. Una delle tante sere invernali, dopo il rito dei cartoni e la scelta del pigiama, mentre si infila sotto il piumino, ti accorgi che…il lettino è diventato corto. Ha giusto un paio di centimetri sopra la testa e i piedini sbucano tra le sbarre, appena si agita un pò!
Il giaciglio in questione è lo Sleepi della Stokke, una chicca a cui non rinuncerei mai. A parte i parametri di sicurezza dei materiali, la struttura realizzata in solido legno di faggio, la ventilazione assicurata dalle sbarre e dalla base perforata (che si può piazzare a diverse altezze) su cui poggia il materasso, più banalmente io l’ho scelto per una ragione: è bello e originale. E anche per un’altra: non ha angoli, la struttura è compatta e le ruote (removibili) consentono di spostarlo senza problemi. Le sue rotondità sono fluide, ricordano – soprattutto nella versione culla – l’utero materno o anche un nido confortevole.

Adesso siamo al secondo step, quando dalla culla (con tanto di voile attorno che funge da zanzariera e che le dona un aspetto fiabesco!), si approda al letto più lungo (127 centimetri), ovale. Quello, appunto, che ora gli va troppo giusto. In generale, arrivati a questo stadio, i genitori di quasi tutti i bambini che hanno avuto lo Sleepi smontano lo stesso e lo conservano in cantina. Per passare alla cameretta, con solito letto rettangolare. E invece no! L’amato “Swedish bed” – con i kit di trasformazione - può avere un’ulteriore estensione, fino a 170 centimetri di lunghezza e accompagnare il bimbo a ridosso dell’adolescenza, intorno ai 10 anni. Visto che lo Sleepi è un 4-in-1, non bastasse, alla fine del suo onorato percorso, può persino diventare un divanetto oppure “spezzarsi” in due poltroncine. Comodo, no?
 

Fatto sta che, realizzata la necessità, ho deciso di cercarlo comodamente on line. Nel giro di qualche giorno sono arrivati a casa la base in legno per allungare il letto e il materasso, come sempre in schiuma di poliuretano, ipoallergenica e indeformabile, con la sua fodera lievemente matelassé, ora bianca e non più champagne come quelle di un tempo, removibile e lavabile. Pochi minuti di lavoro con la brucola e lo Junior era pronto! Favoloso.



Cosa manca? mi sono chiesta, a quel punto. Una stufetta che riscaldi negli interstizi tra un’accensione dei caloriferi e l’altra. Ne ho avute un paio, a infrarossi, quelle con le due bacchette incandescenti. Hanno vissuto una vita luminosa ma breve Ho cercato on line, ho navigato su Imetec e - senza costi di spedizione per spese di valore superiore a 19 euro, consegna in 3 giorni, il 15% di sconto sul primo acquisto – ho scelto l’Ecoceramic CFH1-100. La tecnologia ceramica è più avanzata rispetto ai termoventilatori standard ed è più sicura, ho letto. In più, il risparmio di energia -assicura il produttore – è del 35%. La nostra stufetta ha tre livelli di temperatura: aria fresca per l’estate, calda e molto calda per l’inverno. Ci sono una funzione antigelo, un termostato di sicurezza e un termostato ambiente.

Quando è arrivato, il termoventilatore non mi ha delusa: è piccolo e compatto, si può spostare da una stanza all’altra grazie a una maniglia-incavo sul retro. Il colore? Bianco/nero con dettagli verdi, stesso colore del filo luminoso che si accende in alto quando è in funzione. Ci piace e soprattutto...scalda che è un piacere!