mercoledì 27 giugno 2018

Cappello, borsa e poncho...ma solo reversibili!

Non solo al mare: anche in città, se si fanno lunghe passeggiate sotto il sole - che proprio clemente non è, in questo periodo - bisogna riparare la testa. Soprattutto quella dei più piccoli. Ma non basta. Anche il collo si scotta facilmente e allora, almeno durante i mesi più arroventati, ho pensato di mettere da parte i modelli tipo baseball, quelli con semplice visiera frontale, e cercare copricapi a falde ampie, che riescano a unire protezione, praticità e divertimento. Cerca e cerca, li ho scovati! Sono quelli disegnati dal marchio americano FlapJackKids, nato dall'idea di una mamma, Jackie, di proteggere la testolina del suo bambino coniugando qualità ed estetica. Il tessuto di questi copricapi è

cotone al 100% (c'è anche una linea invernale in morbidissimo pile) che assicura una schermatura dai raggi solari del 99,9% (50+). E non finisce qui. L'aspetto fun ed originalissimo di questi cappelli è il design reversibile: ogni lato è di un colore diverso e presenta un personaggio o un animale differente. Io ho scelto una balenottera dal lato blu e un'aragosta in quello color crema. In due parole: un prodotto 2 in 1, di qualità elevata, lavabile in lavatrice e dal prezzo corretto. Per abbinarlo degnamente, ho aggiunto un poncho-accappatoio con gli stessi animali sui due lati. Anch'esso dunque double face, con cappuccio, sofficissimo. In spiaggia o in piscina, diventerà un must della nostra estate. Ma come dare autonomia al piccoletto che tanto piccolo non è più? Con una borsa - sempre firmata FlapJackKids - in tela di cotone e con una grande tasca interna in cui potrà riporre le sue macchinine, il suo asciugamano, il suo libro preferito. Al mare, al parco, dalla nonna, dagli amichetti, potrà portare le sue cose in questa bag leggera e resistente che gli insegnerà ad essere indipendente... Un polipetto blu e una balenottera a righe: divertente e allegra! Guardate qui, vi piace?

mercoledì 20 giugno 2018

Una tenda geodetica, al parco o al mare

Comoda da trasportare
Devo confessare che me l'aspettavo decisamente più piccola. Il che è uno dei tanti lati positivi di questa splendida tenda. Lui, l'ometto della mamma (come a volte si definisce), l'aveva sbirciata on line, sul sito di Little Life e se ne era invaghito: "Bellaaaa!". Che fare? Ci ho pensato su, poi la prospettiva dei fine settimana all'aria aperta, parchi ville o altro, ha fatto pendere vertiginosamente il piatto della bilancia verso il via libera: "Sì, prendiamola!". Ed eccola la "Family Beach Shelter", nella sua borsetta con manici e tracolla! Slim e comoda da trasportare, direte. E' vero, infatti: talmente poco ingombrante e compatta prima del montaggio che, una volta pronta -ripeto- la immaginavo decisamente meno capiente. Invece, sistemata in men che non si dica, nonostante...ehm...grazie anche alla collaborazione del suddetto baby boy, con tre aste in fibra di vetro pieghevoli...ecco qui il risultato:
Quattro mosse e la tenda di LittleLife è pronta
La destinazione d'uso originaria era ed è la spiaggia, ma aspettare ancora qualche settimana per sperimentarla era impensabile. E chi lo tiene?, mi sono detta. Una villa storica verde e lussureggiante è stato lo scenario dei preparativi, semplicissimi devo confessare, e poi del test della tenda. E' una struttura a tre poli geodetica in cui stanno anche quattro persone, noi che siamo tutti e tre altini bastiamo. Oltre alla protezione dal sole offerta dal tessuto (+50), una cerniera consente di chiudere l'abitacolo e offrire riparo da raggi, vento e sguardi. Ai lati, ci sono delle tasche che si possono riempire di sabbia o altro per aumentare la stabilità e resistere anche con vento forte. Il design è di impatto, la qualità ottima e i materiali resistenti. Dire che è promossa..è poco! Il piccolo - si fa per dire - non voleva più abbandonarla!
Mare o monti, poco importa
Non voglio andarmene dalla mia tenda!

mercoledì 6 giugno 2018

Starchild, le scarpine da folletto...trendy e "morbidose"


Prima di decretare che mi piacciono tanto e da ogni punto di vista, ho voluto testarle in maniera strong. Autunno, inverno, primavera e inizio estate ai piedi del teppistello, che un minuto fermo non sta. Sale, scende, corre, striscia in ginocchio per metri e metri di pavimento trainando camion e macchinine varie. Ebbene, dopo un training tanto pesante, hanno resistito alla grande e - benchè vissute - sono perfette come il primo giorno. Il piccolo che le calza ci si trova benissimo, a me mettono allegria, al posto delle tristarelle pantofoline tradizionali...Di cosa parlo? Semplice: delle Starchild, le famose scarpine di pelle, morbidissime e immediatamente riconoscibili, colorate e divertenti. Sono realizzate in Inghilterra, artigianalmente, in una fabbrica di scarpe. Sono al 100% di cuoio soft e di alta qualità, la suola è scamosciata, l'ideale per camminare sui pavimenti in legno o in cotto. La caviglia è elasticizzata e il piede traspira perfettamente. 

Devo dire che - come tutti i bambini - anche il mio starebbe tranquillamente senza scarpe, in casa...le Starchild sono la cosa migliore...dopo i piedi scalzi! Consigliate dai pediatri, visto che permettono al piede di crescere naturalmente, le trovo comode, confortevoli, molto resistenti e...deliziose! Non ci sono additivi chimici e i colori sono naturali. Sul sito ci sono modelli di tantissime fantasie e in tutte le misure, non solo per i più piccoli. Tra i clienti vip di questo marchio: Madonna, i Beckham, Prince, Gwen Stefani, Christina Aguilera, Liam Gallagher, Amanda Holde. Spedizioni in tutto il mondo, qualità al top e unicità di ogni paio...il tutto a prezzi più che onesti. Noi abbiamo scelto quelle con le stelle, un classico. Talmente belle che...a sorpresa... ce le ha rubate anche l'orsetto! E tu quale paio sceglierai?

domenica 3 giugno 2018

La Casina delle Civette e la caccia misteriosa


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Prima domenica del mese. Musei ad accesso libero...c'è veramente l'imbarazzo della scelta, a Roma. Con un bambino al seguito, però, non volevo impelagarmi nei Musei vaticani o in qualche struttura dalla visita lunga e complicata. Cosa potrebbe funzionare?, mi sono chiesta. Ci sono, una meraviglia nascosta della capitale, un gioiello trascurato e che invece meriterebbe di più. Mi riferisco alla Casina delle civette, inserita nel complesso dei Musei di Villa Torlonia. E non mi sbagliavo: al piccolo di casa è piaciuta molto! Perchè sembra una casetta (in verità neanche tanto piccola) uscita dalle favole dei fratelli Grimm e perchè la si può visitare e "leggere" in tanti diversi modi!  Così, già prima di entrare, ho inventato una specie di caccia misteriosa...alle innumerevoli particolarità disseminate qua e là nella struttura. Un animale scolpito, una scritta misteriosa...Una civetta, un pipistrello. E ora entriamo! Che spettacolo. Vetrate a piombo magnifiche ovunque che, con la luce del pomeriggio, vengono illuminate magicamente! La stanza delle rondini poi è magnifica... Quella che fu la residenza del principe Giovanni Torlonia, ricorda il Parco Güell, a Barcellona, sia per la decorazione in maiolica dei tetti, che per alcuni dettagli architettonici oltre che per gli interni simili al villino in cui abitava lo stesso Gaudì. Porticati, loggette, archi e tantissimi particolari che rendono la visita imperdibile. La caccia misteriosa ha entusiasmato e divertito, missione compiuta!
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giovedì 31 maggio 2018

Il pinguino che voleva diventare grande

L'autrice di questo libro è stata una cantante lirica. Poi è diventata scrittrice di racconti per bambini. Jill Tomlinson è conosciuta in Italia per la serie sugli animali illustrata da Anna Laura Cantone. Tra i suoi titoli: Il gufo che aveva paura del buio, La gattina che voleva tornare a casa, L’oritteropo che non sapeva chi era, La gallina che non mollava mai. Nella libreria che incrociamo lungo il tragitto per rientrare da scuola oggi ci siamo imbattuti nel suo "Il pinguino che voleva diventare grande". Un bel volumetto di un'ottantina di pagine, destinato alla fascia di età sopra i 6 anni, edito da Feltrinelli. Otto è un pulcino di pinguino imperatore che vive nell'Antartide insieme a Claudio, una sorta di papà adottivo. Già, perchè i pinguini imperiali vivono tutti insieme nella colonia e, una volta usciti dall'uovo, vengono cresciuti da vari pinguini: dipende da dove rotola l'uovo.
Il simpatico e curioso Otto si pone e pone mille domande, ad esempio se possa imparare a volare...oppure contesta il concetto di "famiglia allargata" - se così vogliamo definirla - che vige nella sua specie. Intanto il tempo passa. Otto cresce e comincia a conoscere altri pinguini e un cucciolo di foca, Ciccio. Diventa amico anche di un pinguino grande, Giustino, e gli domanda quando avrebbe potuto finalmente nuotare per andare a caccia dei pesci. Giustino gli risponde che gli devono crescere le penne su tutto il corpo. Finchè un bel giorno ad Otto spuntano le piume in testa, le chiazze nere dietro la schiena e il collare giallo intorno al collo. Finalmente è diventato grande ed è pronto per nuotare in mare, fare un super salto da vero pinguino per schizzare fuori dall'acqua sulle lastre di ghiaccio!
Con questo post partecipo all'appuntamento con il Venerdì del Libro di Paola

mercoledì 30 maggio 2018

Caldo e afa in arrivo? Lo styling è salvo con la piastra "intelligente"

Il caldo è arrivato. E con esso una buona dose di umidità. Il clima è tropicale anche alle nostre latitudini. Superfluo raccontare le cause di questa rivoluzione, ricordare lo scioglimento dei ghiacciai, parlare del buco dell'ozono e degli eventi monsonici che sempre più si abbattono sul nostro Paese. Più terra terra, io penso... ai capelli. Già. A quell'orribile effetto frisée che fa apparire la chioma come un'aura di brina...Io che amo il liscio strong, non tollero il riccio scomposto! Di piastre liscianti ne ho avute tante. 
Ognuna aveva limiti e qualche difettuccio. Anni fa aveva svolto un onoratissimo servizio una comoda Remington, poi rottamata per problemi - da me causati - al cavo elettrico. Ma allora, perchè non tornare allo stesso brand (britannico), mi sono detta? Facile la ricerca, on line esiste il catalogo, con dettagli tecnici e peculiarità di ogni modello. Ve la faccio breve: dopo una rapida, quanto piacevole ricognizione, ho optato per una Keratin Protect Intelligent. 
Perchè, vi chiederete? Semplice: ricordo che - al di là delle performance specifiche delle precedenti piastre - il fatto che quotidianamente sottoponessi i miei capelli a temperature esagerate pur di raggiungere lo styling desiderato li aveva, come dire?, un pò stressati e sfibrati. La Keratin Protect (#RemingtonItalia; #KeratinProtect; #PiastraIntuitiva) invece è una piastra intuitiva ed è...intelligente sul serio! Come? Grazie a un sensore che è capace di rilevare il livello di idratazione del capello (ben 8 volte al secondo!) e di regolare così il calore alla temperatura ottimale. Ci sono 5 impostazioni - visualizzate sul diplay digitale - che vanno da un minimo di 160 gradi a un massimo di 230. Quindi la piastra può aumentare o ridurre automaticamente la temperatura in base al livello di umidità del capello. E questo lo fa ciocca per ciocca! Ma non basta: nelle piastre in ceramica sono state inserite microparticelle di un infuso di Cheratina e Olio di mandorle, entrambi fonti di antiossidanti, preziosi per ridurre i danni del calore e regalare capelli morbidi e lucenti. Così, come appaiono nelle foto in alto...e sappiate che io sono ondulata-riccia! Avevo letto su Internet una piccola critica che ho voluto subito approfondire: la piastra Keratin Protect strappa i capelli! Possibile? No, infatti. Li strappa, come qualunque altra, solo se NON si allentano le due piastre alla fine della ciocca! Bella a vedersi (color grigio metallizzato e rosa), leggera e maneggevole, cavo lungo tre metri, riscaldamento speed in pochi secondi e spegnimento automatico dopo un'ora di stand by, ha una bella custodia resistente al calore e anche la confezione è importante e degna di uno splendido regalo. Fra i tanti punti a favore - il che detto da una persona impaziente e frettolosa vale il doppio! - ho notato che il tempo di styling è molto limitato, ottimi risultati in breve tempo e senza essere professionisti. Si può portare in viaggio, non rovina i capelli, bel liscio anche con il caldo umido. Cosa volere di più? 

venerdì 18 maggio 2018

E sabato notte tutti al museo!

Un sabato originale? Di quelli che restano nella memoria? Complici i primi tepori, domani 19 maggio a Roma l'arte resterà accesa fino alle 2 di notte per la nuova edizione de “La Notte dei Musei”. La manifestazione coinvolgerà oltre 50 spazi, tra musei civici e statali, università pubbliche e private, istituzioni italiane e straniere. In programma spettacoli, mostre, iniziative speciali, insomma una festa straordinaria dedicata all’arte e alla cultura, con un biglietto d'ingresso simbolico pari a 1 euro oppure a ingresso completamente gratuito.
Cosa si potrà visitare? Dai Musei Capitolini alla Centrale Montemartini, dal Museo dell'Ara Pacis alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, dai Mercati di Traiano al Museo Napoleonico, dal Chiostro del Bramante alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. 
Tra gli spazi eccezionalmente aperti, alcuni siti del Parco Archeologico dell'Appia Antica, tra cui: l’Antiquarium di Lucrezia Romana, il sito di Capo di Bove, il Mausoleo di Cecilia Metella e il Castrum Caetani, il Sepolcro Barberini. Che facciamo? Ci tuffiamo? Io direi di sì.

martedì 15 maggio 2018

E lucean le stelle: il regalo originale per la Prima comunione

Il cuginetto lo ha voluto testare per primo
Una pensa che a una Prima Comunione a una bambinetta di rosa vestita si debbano regalare collanine, ciondoli, bracciali e giù di lì. Un orologio per i maschietti e cose più vezzose per le giovani pulzelle. Ebbene, non è così. L'ho capito proprio in questi giorni quando - dopo aver accompagnato la mia mamma nonchè nonna della comunicanda a versare un cospicuo obolo per catenina in oro con annesso ciondolo con diamantini - ho saputo dalla genitrice della nipotina che la medesima avrebbe gradito...udite udite...un telescopio! Sì a 9 anni, lei che fa teatro danza e canto...desiderava uno strumento per studiare le stelle. Tra le varie proposte sul mercato, molte delle quali però non sono più che giocattoli, ho trovato un interessante compromesso fra la serietà di un apparecchio del genere e la giovane età di chi lo avrebbe ricevuto. Ho puntato - è il caso di dirlo - su Celestron, un marchio leggendario che negli anni '70 in California ha creato i rivoluzionari telescopi Schmidt-Cassegrain, interamente prodotti in America e considerati unanimemente come i migliori. A distribuire questi prodotti, scelti persino dalla Nasa, un'azienda che si chiama Auriga, nata nel 1983 e operante nel settore ottica, fulldome, accessori per smartphone ed elettronica professionale. Grazie ai consigli dell'esperto ingegnere, abbiamo scelto un Travelscope 50, con lente appunto da 50 mm. 
Il Travelscope 50
E' un modello versatile, dotato di zainetto che contiene il treppiede in alluminio e il set di accessori. Ci sono due oculari diversi: uno da 20 mm con ingrandimento 20x e uno da 8mm con ingrandimento 45x. La focale effettiva, quindi la distanza massima delle lenti, è di 360 mm e l'apertura del diaframma è di 7.2, il che garantisce una buona luminosità. La lente di Barlow poi regala un ingrandimento triplicato, quindi lo zoom è notevole! Ottimi anche dimensioni e peso, circa un chilo e mezzo, per un apparecchio che si smonta facilmente e consente dunque spostamenti veloci. Insomma, è un travel scope, cioè un telescopio da viaggio! La nipotina è stata entusiasta e non ha perso tempo: lo ha montanto nella propria camera e lo ha puntato subito oltre una delle cinque finestre che illuminano la stanza. La sera ha guardato la Luna con i suoi crateri...nitidissimi gli anelli di Saturno. In due parole: prodotto di qualità, adatto a chi muove i primi passi nel mondo dell'astronomia e dell'osservazione in genere. Prezzo corretto, comodo e maneggevole...gradimento assicurato!
Pronta a scrutare le stelle!



lunedì 30 aprile 2018

Ancora Pigiamini...questa volta in edicola e in 3D


E' una passione collettiva. Dilagante e unisex. Che si estende dai cartoni animati alle t shirt, fino a giocattoli, puzzle, libri, travestimenti. I PJ Mask sono irresistibili. Nel breve tragitto da casa a scuola, c'è un'edicola che - fra le tante proposte - offre accattivanti bustine della Gedis edicola con, all'interno, 8 figurette assortite del mondo PJ Mask. Sei sono i deliziosi Supereroi (in due versioni ciascuno, una statica, l'altra in posa dinamica), due sono Romeo e Lunetta. Impossibile dire di no all'appassionato di casa! E così, bustina dopo bustina, la collezione in 3 D finalmente è completa. In ogni sacchetto una checklist che consente di spuntare le new entry...e vuoi mettere l'ebbrezza di aprire e scoprire se dentro c'è Gufetta o Gattoboy o Geco o invece i nemici giurati dei tre amici! Prezzo allettante, soprattutto per personaggi belli e ben curati nei dettagli, ciascuno con un piedistallo da inserire quando siamo a...riposo!


lunedì 9 aprile 2018

Per il naso chiuso e il raffreddore ora c'è...l'"onda"!

Un'onda che lava via secrezioni e batteri! 
E' un mantra comune a tutte le mamme e che si dilata dalla tarda estate alla primavera avanzata. E' raffreddato, è raffreddata! Non respira bene, il naso è chiuso...E se non si pulisce il naso, il rischio otite è dietro l'angolo. I pediatri non fanno che consigliare i lavaggi nasali, l'ipertonica o la soluzione fisiologica. E' un tormento, insomma, e poco si spiega questa "mocciolite" con lo stile di vita dei bambini: ce l'hanno quelli che corrono da uno sport a un'attività ludica ma ce l'hanno anche quelli che fanno vita più tranquilla e domestica, al riparo da sbalzi di temperatura e sudate.  Stanca dei braccio di ferro con il pur ottimo Rinowash che qualche minuto lo richiede, ho scoperto un prodotto nuovo e che in un attimo può aiutare a migliorare la situazione. Si tratta di Atomix wave, un sistema manuale - studiato e realizzato dalla Tred - che permette la chiusura completa della narice dove si applica il terminale gommoso (quello azzurro che vedete qui sopra, adatto a tutti i tipi e misure di nasi!). La spremitura del soffietto crea un'onda igienizzante che raggiunge il rinofaringe ed esce dall'altra narice, svuotando il naso dalle secrezioni. La cosa importante è che durante il lavaggio la testa sia inclinata in avanti e mai lateralamente. Che dire? Preso dalla novità e dal gioco, il baby teppista ha addirittura eseguito da solo la manovra...ecco l'oooondaaa!!!! Più complicato ripetere nei giorni seguenti, devo confessare! Ma si tratta di un duro, eh, non sono mica tutti così caparbi! In ogni caso, a mio modesto giudizio, l'apparecchio funziona e può rivelarsi a dir poco prezioso contro mocciolo&co. Costo contenuto, in vendita anche un kit che abbina soluzione ipertonica tamponata a ph 6 e uno spray classico di ipertonica.

mercoledì 14 marzo 2018

Molly Monster arriva sul grande schermo

E' la simpatica e tenera mostriciattola gialla con crestina color rubino. Chi? Sto parlando di Molly Monster, della popolare serie tv in onda su Rai YoYo, che a giorni sbarcherà nelle sale cinematografiche. Per essere precisa, il film
di animazione di Ted Sieger, Matthias Bruhn e Michael Ekbladh, uscirà sul grande schermo giovedì 29 marzo grazie a 102 Distribution. llustrazioni coloratissime e stile fumettistico sono il punto di forza di questo delizioso lungometraggio che verrà presentato in anteprima nazionale a Roma domenica 25  alle ore 14.30 nel parco divertimenti del cinema e della tv Cinecittà World. Un evento imperdibile, aperto al pubblico senza bisogno di prenotazioni o file.Ma qual è la dolce storia raccontata dalla buffa Moll? E' presto detto. La piccola vive insieme ai suoi genitori mamma Etna e papà Popocatapetel, amata e coccolata, a Mostrolandia, il tranquillo Paese dei Mostri fatto di colline, vulcani e geyser. Nella sua vita sta per accadere qualcosa di inedito e travolgente: l'arrivo di un fratellino o di una sorellina che, è naturale, attirerà tutte le attenzioni della famiglia. Mentre attende il ritorno di mamma e papà dalla misteriosa isola delle uova, Molly si troverà a vivere una serie di avventure con il suo amico Edison, un simpatico giocattolo a molla, che la porteranno a spingersi oltre i confini del suo mondo. E a scoprire che...
Lascio a voi la visione del film, da gustare minuto dopo minuto!

martedì 13 marzo 2018

PJ Mask...che passione!

Inutile proporre alternative, tempo ed energie sprecate. Il piccolo di casa - e con lui la maggioranza degli amichetti - va pazzo per  i Pigiamini. Sì, quei tre bambini dei cartoni che si trasformano in supereroi e durante la notte combattono le malefatte di Romeo, Lunetta & co. Due delle ultime novità in tema, recentemente entrate in casa, per la gioia del suddetto baby, è a firma Lisciani, marchio che apprezzo particolarmente visto che al gioco puro coniuga sempre stimoli cognitivi e di apprendimento. 
Le due new entry sono il Mini Smartphone dei PJ Mask e le Carte giganti. Il primo ha subito calamitato l'attenzione con quello schermo-specchio magico e le sagome de Pigiamini che si illuminano, parlano, cantano, persino la sigla del famoso cartone. C'è la voce originale di Masha, suoni, filastrocche, melodie! Tutti i giorni se lo porta a scuola, lo fa vedere agli amici, poi lo ripone nell'armadietto visto che è vietato introdurre in classe i giocattoli personali. Non se ne stacca mai, insomma e ora dice persino che è più bello il suo...rispetto al mio di smartphone! 

Quanto alle 40 carte (dieci centimetri per tredici)...non avrei immaginato che ci si divertisse tanto! Ambientate anch'esse nel mondo di Geco, Gufetta e Gattoboy, sono state inizialmente disposte a mò di etalage sul tappeto in salotto poi, pian piano e con l'aiuto dei grandi, sono state utilizzate per fare i dieci giochi proposti nelle istruzioni. Da Rubamazzetto - con qualcuno che sistematicamente...imbroglia! - a Memorino, da Tombolina a Sommapunti. Ancora da perfezionare i giochi di manipolazione per costruire torri e castelli. Crolla tutto miseramente! Ma è solo questione di tempo e di allenamento, eheh!

venerdì 23 febbraio 2018

Spiralogrammi, quando ogni cosa diventa poesia

Risultati immagini per SpiralogrammiLo sguardo sulla realtà è solo in apparenza freddo. Distaccato quanto basta per descrivere, nei minimi dettagli, l'oggetto più banale, la vita più comune, il particolare meno rilevante. Ma il sentimento c'è, pacato e mai gridato, nelle poesie di Iunio Marcello Clementi. E' sotteso come un filo invisibile nella costruzione delle sue liriche "Spiralogrammi" (Editore, Progetto Cultura, 2016), in vendita anche on line. C'è Roma, ci sono i suoi volti, le sue strade, i suoi respiri. E c'è l'io del poeta - alter ego funambolico dell'ingegnere Clementi - che dalla città trae linfa e che nella città si rispecchia e si ritrova. Mi piacciono le sue liriche. Mi piacciono perchè...non! Non sono ridondanti, non sono moralizzanti, non sono "pensiero forte". Un esempio fra i tanti, che rimanda all'autore bambino:
Piazza Navona
Mi rivedo bambino a piazza Navona
a cavallo di un cammello di peluche,
con in mano uno zio Paperone
poco più piccolo di me. Ai fianchi
babbo natale e la befana, che poi                      
in realtà è un uomo travestito. 
Ho la sciarpa e il cappello fatti a maglia. 
Siamo una curiosa trinità, avrò avuto
due anni al massimo tre.
La befana mi tocca la spalla
e io serro la mano. Le labbra chiuse
lo sguardo mite, attraversa il tempo
per recapitarmi un messaggio.
Alle spalle Nettuno infilza la piovra.
Fountain Of Neptune, Rome, ItalyL'immagine può contenere: una o più persone e spazio all'apertoIl tempo si ferma, la realtà è occasione di ricordo e introspezione, ma senza compiacimenti: "Roma è assolutamente ispiratrice per me, quando mi siedo e mi fermo a guardarla non faccio altro che guardare me stesso nel profondo", dice di sè il poeta-ingegnere appassionato di flash art. Dopo la lettura delle sue liriche, il mondo ci appare diverso, meno scontato e meno estraneo. Tutto può diventare poesia anche gli "scarti alimentari" lasciati in un piatto di carta!
Con questo post partecipo all'appuntamento con il Venerdì del Libro di Paola

mercoledì 14 febbraio 2018

Tutti al Bioparco per celebrare Darwin


Pippo, lo scimpanzé  per anni mascotte del Bioparco
Al via le celebrazioni del Darwin Day 2018, la settimana internazionale intitolata al 'papà' della teoria dell'evoluzione. In nome dei valori della ricerca scientifica e del pensiero razionale, in calendario ci sono centinaia di conferenze, incontri ed eventi, dalla Norvegia alla Spagna, dall'India fino al Giappone. Numerose le iniziative anche in Italia, con appuntamenti per adulti e bambini, da Nord a Sud. Domenica 28 febbraio, il Bioparco di Roma dedicherà una giornata intera al grande naturalista e alle sue scoperte. Nella Sala degli Elefanti, dalle ore 11.00 alle 13.30 e dalle 14.00 alle 16.00, i bambini, in compagnia dei genitori, potranno partecipare a laboratori interattivi per scoprire tante curiosità sugli animali di oggi e del passato. 
Uno dei tanti laboratori per bambini
La mappa del Bioparco
Tra le attività della giornata: "I perché della Natura", per osservare  le caratteristiche nascoste di alcuni rettili e anfibi e scoprire che i serpenti hanno le zampe, le rane respirano con la pelle e tanto altro. E, ancora "Animali dal passato", un laboratorio sull’evoluzione, tra fossili come trilobiti e ammoniti e resti di dinosauro, alla scoperta di specie estinte…ma non troppo. Ci sarà anche "Fossili…che passione!", attività manuale per scoprire come si formano i fossili e realizzarne uno da portare a casa. "Un collo che fa la differenza!" è invece un gioco sull’evoluzione - protagonista la giraffa - per scoprire i vantaggi di un collo così lungo. "Sbagliare per evolvere": un esperimento per preparare un cocktail a base di DNA e comprendere che… sbagliare a volte conviene! "Il colore del sangue", infine, perché il sangue non è sempre rosso: polpi antartici e granchi reali ad esempio hanno il sangue blu.
Ma non basta: un operatore - in compagnia dei keeper del Parco - racconterà tutti i segreti “evolutivi” di lemuri catta (ore 11.30), lupi (ore 12.30), scimpanzé (ore 14.00) e foca grigia (ore 15.30) per scoprire che… Darwin aveva ragione!

lunedì 12 febbraio 2018

Profumo di bucato....profumo per bucato!

"Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini. Poiché gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore, davanti alla bellezza, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi al profumo". E ' il romanzo di Patrick Süskind, successo mondiale tradotto in ben venti lingue, a darmi lo spunto per raccontarvi di una mia piacevolissima scoperta: il profumo per bucato! Devo confessare che non immaginavo neanche esistesse una novità del genere e, quando mi sono imbattuta (non chiedetemi come...navigando e surfando qua e là), in Essentia...mi sono sorpresa. Inizialmente scettica (ma figuriamoci, saranno le solite promesse smentite dai fatti, mi sono detta), ho voluto provare le profumazioni che - assicura l'azienda produttrice - sono persistenti perchè non evaporano, entrano nelle fibre dei tessuti e grazie al principio della micro-incapsulazione resistono a lungo profumando i capi per settimane. Le essenze sono: Argan, Fior di loto, Monoi Tiarè, Muschio bianco, Vaniglia e Bergamotto, Talco. 
Ripeto: ero molto dubbiosa. E invece, sin dalla prima profumazione usata...un risultato strepitoso, olfattivamente ineguagliabile! Non solo il bucato...profumava tutta la casa! Realizzati solo con estratti di olii essenziali, totalmente idrosolubili, adatti a ogni tipo di indumento, si possono utilizzare con qualsiasi ciclo di lavaggio e temperatura. Debitamente diluite con acqua, queste essenze vanno bene anche per lavaggi a mano o per profumare l'ambiente, negli umidificatori per caloriferi o come si preferisce. Dimenticavo: si possono abbinare a qualunque ammorbidente, anche se l'ammorbidente neutro prodotto da questa azienda è perfetto - nell'ultimo ciclo di lavaggio - per sublimare la fragranza scelta. Sul sito c'è lo shop online, tante idee regalo e uno sconto interessante per chi ordina entro San Valentino. La mia essenza preferita è Vaniglia e Bergamotto, per quella sottile punta amara che sprigiona. E la vostra?