lunedì 2 ottobre 2017

Alta pressione!


Ha negato. Cambiando versioni. In modo buffo e scopertamente ingenuo. Il piccolo di casa ha contrapposto dei no categorici alla richiesta: "Hai fatto cadere questo apparecchietto della nonna?!". "Nooo mamma...non sono stato io....". Fatto sta che due minuti due di distrazione sono stati sufficienti, a me e alla nonna appunto, per ritrovarcelo con la custodia aperta, il bracciale in una mano, il misuratore automatico della pressione arteriosa nell'altra. Da quel momento niente è stato come prima: il bracciale si gonfiava all'infinito fino a stritolare il braccio, il monitor segnava valori improbabili, più alti e poi più bassi, quasi ansimando per poi arrendersi sfinito e segnalare un enigmatico "Error". Soste in negozi di sanitari, c'è chi ha tentato anche un'operazione "a cuore aperto" per decretare -allargando le braccia - che non avendo un certo connettore (leggi: pezzettino di plastica di un centimetro) non era possibile ripararlo. E allora? Mannaggia a te e alle tue sante manucce che tutto toccano, ispezionano, sezionano e rompono! Se ne cerca uno nuovo! Già, ma quale? Dopo alcune ricognizioni, la scelta è caduta su un nome: Omron. 

martedì 26 settembre 2017

Giardinaggio sull'Appia Antica

Ora "siamo" raffreddati e con qualche linea di febbre...tristemente scontato che alla ripresa della scuola, complici le escursioni termiche degli ultimi giorni, i piccoli si ammalino, virus in circolazione come se piovesse, starnuti, contagi, al sole fa caldo, all'ombra freschetto...Pazienza. Ma domenica è stata una bella giornata. All'aperto, nello scenario del Parco dell'Appia Antica, ex Cartiera latina...a scuola di acquerelli e di giardinaggio all'Hortus Urbis. Il piccolo di casa si è trovato come sempre a suo agio: ha seguito la prima lezione per interrare alcune piantine di basilico (eccole qui, a sinistra). Le maestre gli hanno consegnato guantini da lavoro gialli e annaffiatoio in metallo e, tra affascinanti spiegazioni su come si cura un orto e sul ruolo degli insetti, i bambini - di varie età - si sono messi all'opera. Un gruppo dipingeva sotto il sole, in una sala suonava un quartetto
d'archi, vicino a un'aiuola tra calendula e rosmarino c'era chi leggeva a voce alta. Tutto questo all'Hortus Urbis, l'orto antico romano con vocazione didattica che da tempo organizza giornate all'aria aperta per insegnare la biodiversità e il rispetto per la natura. 

venerdì 15 settembre 2017

A scuola con una Sigg...di Cars!

Primo giorno di ripresa della scuola e il pargolo - almeno a parole - proprio non ne vuole sapere. Inutile tentare di addolcire la pillola coinvolgendolo nella preparazione di grembiule, bicchiere, portamerenda e quant'altro. Inutile dirgli: "Hai visto, i tuoi amici come erano contenti di giocare con te?". Ripete:"No no e no...sto meglio a casa"! Così, in previsione di tempi duri, ho pensato di sorprenderlo. Come? Approfittando della sua inesaurile passione per le quattro route e dell'uscita, esattamente in questi giorni nelle sale cinematografiche, di Cars3...ho scelto una bottiglia/borraccia rossa, con l'immagine del bolide Saetta, da portare a scuola. Un pezzo non qualunque: una Sigg. 




giovedì 7 settembre 2017

Pastelli ribelli...a pochi giorni dall'inizio della scuola!


Il conto alla rovescia è iniziato. Ancora una settimana e poco più e si rientrerà a scuola. Tutti pronti? Zaini in spalla, album, penne e quaderni? Sì...ma... proprio con la ripresa della scuola ecco una sorpresa di Oliver Jeffers in libreria! Si intitola "Pastelli ribelli", per i tipi di Zoolibri e racconta di...pastelli che decidono di entrare in sciopero, giusto prima dell'inizio delle lezioni! All'artwork di Jeffers si affianca la scrittura brillante di Drew Daywalt. Con grande leggerezza e altrettanta ironia, i due artisti ci presentano le personalità dei colorati compagni di ogni giorno. Lo sapevate che il Giallo e l'Arancio avevano litigato furiosamente? Potevate immaginare che il viola fosse così precisetto, quasi stucchevole? E che il Beige fosse stufo e arcistufo di disegnare tutti quei monotoni e immensi campi di grano? 

mercoledì 30 agosto 2017

I primi mille giorni di vita, la carta di credito del futuro

Child, Plate, Lick, Food, Kid, HomeLo sapevate? Io no, lo ignoravo. Nei primi mille giorni di vita si crea la storia della salute futura di ogni organismo. Mille giorni che iniziano sin dal concepimento. E che sono fortemente influenzati dalle scelte alimentari, anche della mamma! Lo ha rivelato una tavola rotonda,"Alimentazione nei primi 1000 giorni di vita", che si è svolta al congresso della Società italiana di pediatria, a Napoli. "C'è stato un periodo in cui l'alimentazione è stata considerata meno importante di altre branche della medicina - ha spiegato il presidente della Sip, Alberto Villani -.  Ci si è resi conto che si può incidere in maniera importante su quello che sarà poi lo sviluppo dell'individuo per tutta la vita, in base a quello che accade proprio nei primi mille giorni". 

sabato 12 agosto 2017

Sapore di sale


Sono rientrata, finalmente. Siamo tornati alla base, enfin! Eh già, sembrerà paradossale, ma facevo il conto alla rovescia. Mare, sole, caldo e ancora mare, sole, caldo e - dimenticavo - sabbia, ovunque sabbia. Le vacanze saranno pure necessarie, ma un conto organizzarle e viverle a misura di adulto, un conto avere al seguito un bambino. E' lui che detta orari, regole, tipo di divertimento. E - non so se valga per tutte o se invece la mia esperienza è particolare - di vacanza, alla fine, hanno ben poco! Soprattutto se le giornate sono scandite, sulla spiaggia, da accapigliamenti, capricci, pianti & company per avere il giocattolo del bambino vicino di ombrellone e quello - il bambino vicino - non vuole saperne di darlo in prestito neppure per dieci secondi! 

venerdì 30 giugno 2017

Niente di speciale


E' sera e non si muove foglia. Sara e Nico si incontrano e si raccontano la giornata appena trascorsa. Non sembrano particolarmente entusiasti. Nico ha fatto la verticale, ha nuotato in piscina, ha visto un paio di amici e dei topolini. Sara, fra le altre cose, ha raccolto una mela, ha indossato un cappello strano e ha fischiettato una canzone. Niente di speciale, insomma.  E se invece i racconti dei due bambini nascondessero, sotto sotto, una giornata molto, ma molto più esaltante? Andiamolo a scoprire!

giovedì 29 giugno 2017

La cool bag giusta e il caldo non fa più paura


Il primo step - quando si parte per le vacanze - è inesorabilmente legato a "cosa gli propongo da mangiare durante il viaggio?" e "se ha sete?". Le richieste impellenti scattano quando meno te lo aspetti, magari sei incolonnato sotto la canicola e viaggi a passo d'uomo, l'autogrill più vicino - posto che sia nutrizionalmente e igienicamente consigliabile mangiare in questi fast food di massa - tra 15 chilometri. Vaglielo a spiegare al piccolo di casa che - già dopo dieci minuti di marcia - aveva cominciato a chiedere"Quando arriviamoooo? Uffiiii!". Devo confessare che, a costo di qualche sacrificio in più, ho sempre preferito confezionare personalmente qualcosa da mettere sotto i denti: una bella e colorata macedonia di frutta di stagione, un panino semplice, qualche biscotto con ripieno di frutta. E poi da bere: acqua acqua acqua. Al più, un thè leggero deteinato, con limone fresco e zucchero di canna. Come impedire che le bevande diventino imbevibili perchè calde e i cibi si deteriorino velocemente? Impensabile farne a meno: con una bella borsa termica con tanto di thermos abbinato! Ne ho sperimentate di varie marche, fogge e di tanti prezzi, se ne trovano in offerta a pochissimo, che ti chiedi "come è possibile a cinque euro?". La risposta è banalmente semplice: valgono poco o niente e quindi non fanno il loro dovere! Magari per un'ora o due tengono ancora freschi gli alimenti...ma poi...

mercoledì 28 giugno 2017

Tutti al mare...con i solari eco-bio


Sun, Beach, Swim, Bikini, Rest, ConcernsDella mia ritrosia alla vacanza e, in particolare, a organizzare la partenza vi ho già raccontato. Giorni prima della data prevista, comincio a stilare improbabili liste di cosa portare con me. Tanto per cominciare, visto il sole implacabile e i conseguenti rischi di scottature, in cima all'elenco di "cosa mettere in valigia" ci devono essere i prodotti solari. Non c'è da scherzare con i raggi ultravioletti e le creme vanno scelte bene. Le pubblicità ci tempestano, immagini seducenti di corpi dorati. Ma dietro ogni prodotto c'è la chimica e gli Inci - a saperli decrittare - sono quasi sempre poco incoraggianti. Se poi si tratta di proteggere un bambino, la missione diventa ancora più importante. Dopo varie peregrinazioni on line, ho trovato un'azienda che da anni opera a Cusago, nel milanese, e che realizza esclusivamente prodotti biologici. Su ogni confezione spicca il marchio Codice verde che ci dice che quel cosmetico è stato controllato. 

lunedì 26 giugno 2017

...solo io sono così?

Devo, anzi dobbiamo, andare al mare. La pediatra fa presto a ripeterlo, a ogni piè sospinto: mare, mare, mare. Da giugno a settembre. Fa bene ai bambini. Pulisce le vie respiratorie, lo iodio è ottimo! Già: ai bambini fa bene. E io eseguo, anche se non non proprio alla lettera. Perchè, ditemi voi, chi può concedersi una vacanza sterminata, quattro mesi di stacco...?!? Credo (non dico: temo) nessuno. Per inciso, che noia sconsolata sarebbe! Andremo, certo. Perchè giova ai piccoli...ma agli adulti? Io direi proprio di no. Un conto era fare una vacanza con i tempi dell'adulto, starsene sotto l'ombrellone a leggere, cullata dallo sciabordio delle onde, con quel venticello caldo ma lieve che si alza a cavallo della giornata. Un conto - come è stato e come sarà - organizzare il tour de force del mare con uno o più bambini. A partire dal rito della crema solare che - al meglio - si riesce a stendere a macchia di leopardo, correndogli dietro. Passando per la sabbia in ogni dove, per l'acqua salata irresistibile e che mai si vorrebbe abbandonare. Fino alle corse sul bagnasciuga con il piccolo che ha deciso di mettersi a fuggire per gioco. E tu che - illusa - immagini e speri che si bloccherà, per tornare da mamma e papà...e invece no, come un maratoneta instancabile, lui va avanti, corre con i suoi piedini agili e tu che - sforzandoti di mantenere un tono neutrale - lo pedini, poi passi dal passo veloce alla corsa. Alla fine, ti appelli direttamente e disperatamente agli adulti che arrivano dalla parte opposta e - vorresti inabissare - li preghi: "Fermatelooo!". La faccio breve: andare in "vacanza", per di più al caldo, proprio non mi va! Sono strana, sono pigra, sono egoista? No, sono solo stanca. 

domenica 25 giugno 2017

Il parco acquatico preso d'assalto

Risultati immagini per Zoomarine affollato
L'Italia nella morsa dell'afa, a Ferrara percepiti 49 gradi, bollino rosso per dieci città italiane. Le spiagge assaltate (per carità) e una mia amica, mamma di una compagna di scuola di little man, mi telefona, voce concitata, fuor di eufemismo direi isterica, che mi dice: "Siamo a Zoomarine, io, i due bambini (5 e 2 anni), mio marito...Un inferno! Siamo arrivati prima dell'apertura, eppure sembriamo polli in batteria, neanche un pò d'ombra, neppure un filo d'erba, io sono sotto il sole, mio marito in acqua con i due pargoli nel tentativo di schivare una marea umana trabordante...non so neppure dove lasciare portafogli, chiavi, cellulare. Sono furiosa! Uno schifo, ma si può?!!!".  
Risultati immagini per Zoomarine affollatoMi dispiace tanto, le rispondo. Considera che in città si boccheggia, cerco di consolarla. Poi rifletto: "Ma come si può, di domenica, con il caldo che attanaglia, stupirsi che tanti tantissimi abbiano avuto la tua stessa idea?! Un'idea non proprio elitaria, quella del parco acquatico...tutti in acqua tra scivoli, attrazioni, delfini, bambini schiamazzanti!". Certo, per evitare l'assalto al "forte apache" per accaparrarsi una sdraio, bisognerebbe almeno introdurre il numero chiuso e non andare oltre ai limiti della ricettività permessa dalla struttura, anche per motivi di sicurezza. Ma chi glielo dice? E' il commercio, ragazza!

venerdì 23 giugno 2017

Alla fine...saggio (?) fu

In due sole, banalmente semplici immagini, vi restituisco il saggio (ehm!) di musica. Tutti in cerchio: mamme in tappa forzata, nonni con il sorriso stampato, papà in fuga dal lavoro, con cravatta d'ordinanza arrotolata in tasca e smartphone silenziato, della serie "si deve fare, speriamo di cavarcela in un'oretta...".

Tutti fermi, in attesa dell'epifania, l'evento, la canzone, mimata e ballata dai pargoli. Chi applaude in maniera esagerata, chi soffoca di complimenti il bambino o la bambina. Il maestro - che pazienza! - coinvolge, salta e suona e tutti sono contenti. Mamme, maestre, alunni. Che poi il saggio consista nel far cozzare fra loro due legnetti cavi o far risuonare un triangolo di metallo, poco importa. L'evento è stare insieme, dare lustro e soddisfazione ai bambini...Foto, video, sorrisi. E l'immancabile merenda, tripudio di nutelle, pizzette e succhi  vari. Per chiudere in bellezza i doni alle educatrici: orologi del momento.  E' anche questa l'estate, no?

Tutti i bambini devono essere felici

Kids, Girl, Pencil, Drawing, Notebook“Stare a fianco ad ognuno di loro. Incitarli, coccolarli, consolarli, blandirli, spronarli, aspettarli. E, se necessario, ricominciare tutto da capo. Senza mai, neppure per un instante, pensare di rinunciare e di abbandonarne anche uno soltanto”. E' l'assunto e l'imperativo di "Tutti i bambini devono essere felici", Terre di Mezzo editore. Quella che si racconta è la  storia del maestro Paolo Limonta e della sua scuola. Una "Scuola Pubblica di Qualità", fatta da maestre e maestri che non si sono arresi ai tagli e al modello di "scuola anaffettiva" che sembra dilagare. Limonta è il maestro elementare diventato famoso come braccio destro del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. La sua avventura - raccontata da Antonella Meiani, collega e "maestra dalla porta accanto" - è quella di un insegnante che adora la sua professione e tutti i suoi alunni, nessuno escluso. La sua eccezionale umanità – spiega Massimo Cirri, nell'introduzione – mette in discussione il modello di scuola-azienda a cui siamo abituati, per sostituirla con una scuola partecipativa e inclusiva. Modello pubblico, aperto a tutti, in cui ognuno trova il proprio posto e il suo ruolo.
Con questo post partecipo all'appuntamento con il Venerdì del Libro di Paola

giovedì 22 giugno 2017

Le equilibriste

Equilibrist, Drawing, Hand, WomanTorniamo sui vecchi temi e dilemmi. Le donne tuttofare, io le chiamerei "equilibriste", a metà tra professione, casa, figli, cura di sè (ma solo se resta un minuto libero!). Anche quest’anno, il Rapporto dell'Ansa fotografa un panorama della condizione delle mamme in Italia poco edificante, per non dire a tinte fosche. Disparità (inspiegabili) di salario, part- time praticamente obbligati, contratti precari sono i vari compromessi ai quali, obtorto collo, il gentil sesso deve adattarsi per non perdere il proprio lavoro. Perchè, si sa, in Italia quando si lascia un posto...non se ne trova un altro!

venerdì 16 giugno 2017

Cappuccetto diventa verde e il lupo non fa più paura

Riflettevo, qualche sera fa, sulla fiaba di Cappuccetto rosso. Un classico, senza dubbio. Ma un classico horror, mi dicevo. Che proponiamo (propiniamo?) ai bambini di tutte le età, anche molto piccoli. Il lupo cattivo che mangia nonna e bimba, il cacciatore con lo schioppo, la pancia del lupo aperta con un coltello, la bimbetta e la nonna tratte in salvo, la pancia del lupo riempita di sassi...altro che dolcezza e focolare! Se per psicologi e antropologi buona parte delle storie per bambini della cultura popolare occidentale, incluse quelle narrate dai fratelli Grimm, sono rappresentazioni simboliche di sensazioni negative, quali la paura dell'abbandono, ho sempre sospettato che invece di indurre tranquillità, queste narrazioni potessero generare ansia nei piccoli ascoltatori...Non sapevo però dell'esistenza di un libro di Bruno Munari, Cappuccetto verde, Corraini editore. Una rilettura a tinte rosa della fiaba classica: l'atmosfera è serena, la nonna sta benone, Cappuccetto non ha paura di nulla perchè ha tanti amici fedeli e il lupo viene messo in fuga dalle rane sue alleate.

mercoledì 14 giugno 2017

Stanco e senza appetito? Pappa reale, rosa e mirtillo nero

L'inverno al chiuso, raffreddori come se piovesse, tonsilliti (batteriche o virali cosa importa), stanchezza accumulata e ora - all'improvviso e senza alcuna gradualità - l'estate che esplode. Una faticaccia per l'organismo, esposto a variazioni di clima tanto repentine. Anche i più piccoli ne risentono, inutile nasconderlo. Li vedi sempre vispi, quello sì, ma più irritabili del solito. Cosa fare per dar loro un aiuto? La mia pediatra - che i medicinali li prescrive solo se necessari e che tenta di mantenere l'approccio alla "cura" più naturale e fisiologico possibile, non a caso ha studiato per anni anche l'omeopatia con grande serietà e senza improvvisazioni - mi ha suggerito dei flaconcini monodose. Si tratta di un integratore alimentare specifico per i bambini. Ognuno di essi, in 10 ml, contiene Pappa Reale fresca, Rosa canina (una riserva di vitamina C), Mirtillo nero (antinfiammatorio e antiossidante),Vitamina B6, Vitamina B2, Vitamina B1, Miele. Niente lattosio nè glutine, Buona Energia Oro contrasta gli stati di affaticamento e inappetenza tipici dei cambi di stagione e dei periodi di maggiore impegno scolastico o sportivo.

venerdì 9 giugno 2017

Io non ho paura...e tu?

Io non ho paura
Il protagonista è un gatto che non teme bestie feroci e insetti assortiti. Il suo motto è “dei mostri io non ho paura. Anche se hanno una faccia orrenda li invito da me a fare merenda!". Vi sto parlando dell'albo illustrato "Io non ho paura!", della collana Storie Preziose di De Agostini, scritto da Dan Crisp e Lee Wildish, un titolo adatto dai 3 anni in su e che noi porteremo in vacanza. Tra illustrazioni sognanti, il protagonista però a un certo punto di qualcosa avrà terrore...Chi è che bussa alla mia porta?, si chiederà. Non ci sarà nessuna rassicurazione, del genere: "I mostri non esistono!” o “Non c’è nulla da temere!”. Così le insicurezze che un bambino non sa gestire andranno affrontate insieme all'adulto, senza pressapochismi e senza derisioni. 

mercoledì 31 maggio 2017

Patatine, musica e regali (alle maestre)

Violin, Child, Girl, Music, Instrument
  
Che vi devo dire? Sarò burbera, anticonformista, rompiscatole. Ma certi riti proprio non li digerisco. Ci sono montagne di questioni da risolvere, sistemi scricchiolanti come le porte che funzionano male, una scuola - seppure dell'infanzia - che avrebbe bisogno di tali e tante migliorie strutturali e noi perdiamo tempo in eventi di dubbio gusto e di sicura apparenza... Domani si consumerà la fine dell'anno scolastico - che poi ufficialmente si chiude a fine giugno -, nel senso che come ogni inizio di giugno i bambini si "esibiranno" in una sorta di saggio di musica. Attenzione: musica fatta da bambini di cinque anni e anche meno, con triangoli di metallo, bastoncini cozzanti, canzoncine con rime baciate e storpiate. Poi dopo questo spettacolino, in verità languente e triste (ma almeno i piccoli saranno felici e gratificati, si spera), ci sarà la merenda che - come sempre - ha scatenato una vis polemica degna di una campagna elettorale di alto livello. Eh già: se io porto la crostata, perchè quella solo succhi di frutta? 

giovedì 25 maggio 2017

Libri luminosi...con le torce magiche!

Lo sapevate che esistono libri...luminosi? Io no. Non lo sapevo. Fino a che sono incappata in una bella sorpresa, editorialmente parlando. Si tratta di SASSI Junior che - con diverse nuove uscite a Maggio - propone - tra le altre cose - singolari e irresistibili libri-torcia.
Cosa sono, direte voi? Si tratta di volumi le cui pagine hanno uno scenario oscurato che viene rischiarato al passaggio
di una torcia, una spatolina sottile che scorre tra le pagine e getta un fascio di luce su personaggi e oggetti fino a quel momento invisibili. Edo si è subito appassionato al gioco-lettura e si è impegnato a cercare il ghepardo piuttosto che lo scarabeo, facendo a gara - a turno - con mamma e papà. 
Un mondo da scoprire naviga tra le curiosità sui luoghi più sorprendenti del Pianeta, dal Grand Canyon alle stupefacenti creature della foresta pluviale, dall’interno di un vulcano alle meraviglie dei fondali oceanici, fino alle forme di vita nella Mammoth Caves, in America. 

venerdì 19 maggio 2017

Martha e la galleria degli enigmi


«Se chiedi la verità a un adulto, di solito ottieni una storia. A volte due. Quale delle due versioni è vera? Forse entrambe, magari nessuna. Ma stavolta sono io a raccontare la storia, anzi, la verità». E' l'assunto di "La galleria degli enigmi" di Laura Marx Fitzgerald (Fabbri). Siamo a New York, nel 1928, la protagonista è Martha, una dodicenne dall'immaginazione fervida, oltre che dalla battuta sagace e dall'incapacità di soggiacere a regole e conformismi. Talmente intraprendente che, dalla scuola rigidamente cattolica che frequenta verrà espulsa, dopo l'ennesima provocazione, e finirà a fare la lavapiatti nella casa del miliardario per cui lavora sua madre. L'abitazione di Mr. Sewell appare alla ragazzina come un castello delle fiabe, con la moglie di Mr. Sewell, Rose, da anni reclusa in soffitta.

martedì 16 maggio 2017

La propedeutica al rugby a due anni


Quarterback, American Football, Sport
Sarò impopolare, anacronistica, demodée e quant'altro ma - scusate lo sfogo - non capisco questa ansia dei nostri tempi di incasellare i bambini - anche i più piccoli, spesso neanche treenni - in catene di attività sportive, propedeutiche, musicali, festaiole e quant'altro.

venerdì 12 maggio 2017

Cosa fanno le mamme quando i bambini...


Vivono la loro giornata a scuola, tra colle, colori, forbici, lavoretti, merende ritmate dal "bisogna lavare le mani", ora "tutti a sedere", più tardi in giardino, infine in sala mensa e poi a nanna. Un mondo rassicurante e operoso. Per i piccoli. E per le mamme? Lasciato il pargolo a scuola, dopo un inizio giornata inevitabilmente frettoloso quando non concitato (il top del caos si raggiunge quando piove e a dirotto e, almeno il mio, di pargolo, si intestardisce a volere l'ombrello di Spider Man piuttosto che quello di Pj Mask!), la mamma d'un tratto si dissolve. Già. ma dove andrà? E a fare cosa? 

martedì 9 maggio 2017

La casa delle farfalle a Roma

C'è una casa delle farfalle a Roma. In un parco che alterna distese silenziose a vegetazione rigogliosa, a via Appia Pignatelli, esiste una serra tropicale dove crescono e vengono allevate una quarantina di specie di farfalle. Un'oasi di verde prestata anche a visite didattiche per le scuole elementari e medie di città e dintorni. Le farfalle esposte sono tutte tropicali e, come ai Tropici, è stato ricreato un ambiente che prevede l'80% di umidità e una temperatura di 28 gradi. Sono animali grandi e spettacolari, appariscenti, in molti casi, e per i quali è richiesta una sorta di "etichetta" comportamentale: non si parla ad alta voce, bisogna stare attenti a dove mettere i piedi per non calpestarne qualcuna, non si possono fotografare con il flash, è vietato toccarle, semmai saranno loro a librarsi delicatamente su di noi. La leggenda narra che se una farfalla ci si poggia addosso e si esprime un desiderio, quel desiderio si avvererà…
Ai  visitatori più piccoli viene proposta una passeggiata tra le fronde della serra attraverso la quale si arriva a uno stagno artificiale dove vivono minuscoli pesci. Accanto si trova la “nursery”, una teca dove le crisalidi crescono. In un altro banco ci sono vari contenitori che ripropongono ambienti naturali: in una vive l’insetto stecco

venerdì 5 maggio 2017

Un trascurabile dettaglio

Raccontare la diversità, anche minima, con grazia e leggerezza. La leggerezza di un filo giallo, inizialmente piccolo piccolo, poi però sempre più lungo e aggrovigliato, tanto da intralciare i passi, il respiro, i rapporti con gli altri. "Un trascurabile dettaglio" di Anne-Gaëlle Balpe (Terre di mezzo) racconta lo stigma, quello che soffoca la vita. “A tutti i bambini che lottano ogni giorno per superare le loro difficoltà e a tutti gli adulti che li aiutano”, queste le parole dell'autrice. Grandi o piccoli, ognuno di noi ha dei difetti o delle imperfezioni che non ci fanno stare bene: il trucco è accettarli, affrontarli e non farsi sopraffare, suggerisce il libro. Il "difetto" è raccontato con un segno grafico, appunto: uno scarabocchio - uscito dalla matita dell'illustratrice Csil - che pian piano diventa invadente e si trasforma in una rete che tutto immobilizza. “Ho cominciato a pensare di essere come lui” dice il protagonista che non ha un nome.